15 marzo 2026 (ore 17.00)
Uno spettacolo che nasce dalla forza della parola e sfocia nel rito della danza. La scena si apre con l’intensità dei monologhi di Franca Rame (scrittura tagliente e civile) e la fragilità ossessiva della Anna Cappelli di Annibale Ruccello. A rompere l’immobilità della riflessione arriva la “scossa” vitale della pizzica e della taranta: il tamburello accelera il battito e i corpi si liberano in un equilibrio sospeso tra pensiero e istinto