Inaugurazione 12 settembre ore 17.30
“AGROSFERA – Storie di Tradizione e Innovazione” si inserisce nella grande rete di mostre locali, un percorso diffuso, che porta il progetto nazionale nei territori e nelle comunità. Attraverso lo sguardo dei fotografi coinvolti, le immagini raccontano soprattutto le persone: chi coltiva, chi raccoglie, chi alleva, chi pesca, chi trasforma, chi conserva e tramanda competenze spesso poco visibili, ma essenziali per comprendere il valore umano, sociale e culturale dell’agroalimentare italiano.
AGROSFERA nasce da una domanda semplice: chi sono le persone, i gesti, i luoghi e le competenze che stanno dietro ciò che ogni giorno arriva sulle nostre tavole?
Il progetto osserva il comparto agroalimentare nella sua accezione più ampia: non soltanto agricoltura, ma anche allevamento, pesca, silvicoltura, trasformazione, conservazione, distribuzione, vendita, ristorazione, ricerca, formazione, educazione alimentare e consumo. Un sistema complesso, che occupa un posto centrale nella vita quotidiana e nell’identità italiana.
Attraverso volti, gesti, ambienti di lavoro e paesaggi produttivi, AGROSFERA costruisce un grande racconto corale dell’Italia agroalimentare. Lo sguardo dei fotografi non si ferma al prodotto finale, ma entra nella filiera viva che lo rende possibile, restituendo la fatica, la conoscenza, la responsabilità, il legame con il territorio e la capacità di affrontare il cambiamento.
Tradizione e innovazione non emergono come dimensioni contrapposte, ma come forze che spesso convivono e si rafforzano: i gesti artigianali e le produzioni locali dialogano con la ricerca, le tecnologie digitali, la sostenibilità e nuovi modelli di produzione e consumo.
A livello nazionale, AGROSFERA ha coinvolto 1.064 fotografi iscritti, raccolto 18.346 immagini e selezionato 339 autori, rappresentativi di 19 Regioni italiane. Alla mostra nazionale si affiancano 99 mostre locali, organizzate tra settembre e novembre da autrici, autori, circoli e gruppi fotografici in tutta Italia.
La mostra a Roma, coordinata da Rocchetta Pantaleo Rizzo, Direttore Artistico del progetto per la FIAF della Regione Lazio, con il supporto dello staff organizzativo, nasce dalla collaborazione di alcuni fotografi romani e della provincia che hanno aderito al progetto. Sarà l’occasione per presentare una selezione di immagini singole di questi autori. Le opere restituiscono uno sguardo contemporaneo sull’agricoltura italiana, raccontandone il valore umano, culturale, sociale ed economico attraverso linguaggi fotografici differenti e sensibilità autoriali capaci di cogliere la complessità di un settore in continua evoluzione.
Autori in esposizione:
Maurizio De Angelis, Maurizio Di Giacomo, Roberto Di Veglia, Luigi Feliziani, Salvatore Franco, Antonio Garavini, Massimo Giannetti, Francesca Romana Lanza, Paolo Loli, Mario Macaro, Maria Rosaria Marino, Angelo Mura, Giuseppina Natale, Rocchetta Pantaleo Rizzo, Massimo Pezzanera, Carlo Rampioni, Vincenzo Santoro, Paolo Scrimitore, Aurelio Sidoti e Benedetto Tari.
La manifestazione sarà una delle tante mostre fotografiche che saranno realizzate nello stesso periodo non solo a Roma, ma anche nel Lazio e in tutto il territorio nazionale. Infatti in contemporanea si apriranno centinaia di mostre locali in varie città d’Italia, compresa quella nazionale che sarà presentata a Bibbiena il 19 settembre 2026.
All’inaugurazione prevista per il giorno 12 settembre alle or17:30 sarà presente, per i saluti istituzionali, la Presidente del IX° Municipio D.ssa Teresa Maria Di Salvo.
FIAF
Fondata nel 1948 a Torino, la FIAF è un’associazione senza fini di lucro, che ha lo scopo di divulgare e sostenere la fotografia amatoriale su tutto il territorio nazionale. Oggi annovera circa 5.500 tesserati e 550 circoli associati, per un totale di oltre 40.000 persone coinvolte nelle attività dell’associazione. Ad esse fornisce molteplici servizi, dai più pratici, mirati al sostegno delle organizzazioni, a quelli rivolti alla formazione e alla crescita culturale di ogni singolo tesserato. Il sito è www.fiaf.net.